La gioia di Maria è la prova che si può essere felici con Cristo

Pubblicato: 21/12/2024
La gioia di Maria è la prova che si può essere felici con Cristo

In questa quarta e ultima domenica di avvento ancora una volta incombe nella scena liturgica la figura di Maria, una ragazza, una giovanissima che in questa pericope evangelica ci viene presentata proprio nel momento in cui viene a sapere di essere stata chiamata dal Signore. Sente di dover entrare in una storia di brividi e di coraggio.

"Maria, avrai un figlio, tuo e di Dio, un figlio di terra e di cielo. Gli darai nome Gesù".
Per una giovane abituata alle cose umili è una storia cosi importante che quasi non ci crede e, in un certo senso vorrebbe mettere alla prova quello che le sta accadendo. Decide, forse di avere conforto e conferme perché lo stupore è cosi profondo da non riuscire a contenerlo, ed è per questo che corre verso la casa di sua cugina Elisabetta, a diversi chilometri di distanza da Nazareth.

È una donna che si muove in fretta. Così dice il Vangelo, "in fretta", così come anche lo stesso Papa Francesco in più di un'occasione ce l'ha descritta con un termine coniato proprio da lui: "donna della prontezza". Questa prontezza, capacità di essere sempre disponibile, la spinge ad andare da Elisabetta. E' certamente motivata dal desiderio di mettere alla prova quello che sta vivendo ma anche di servire, perché, sempre, quando si viene chiamati dal Signore incombe il desiderio di condividere quello che si è ricevuto; vuole condividere il dono ricevuto, ne vuole parlare con la gioia che ha nel cuore e vuole trasmetterla agli altri.

"Il bambino sussulta nel grembo" e questo vuol dire che c'è una prova di gioia. Potremmo dire, - anche per quel che ci riguarda - che quando siamo nella gioia e trasmettiamo gioia a coloro che sono accanto a noi, vuol dire che non stiamo sbagliando, vuol dire che stiamo operando bene, sia in termini umani che, soprattutto, in termini spirituali, evangelici.

La gioia nel cuore è visibile sul volto, vuol dire che stiamo operando secondo il Vangelo, perché il Vangelo è gioia, il nostro è Vangelo della gioia. Ce lo ricorda spesso il Papa, dobbiamo essere gioiosi. Dobbiamo essere pronti a dare gioia, a testimoniare questa gioia. Come don Tonino Bello, Maria ce la dovremmo immaginare così, come "un'adolescente che cammina in mezzo al suo popolo, che saluta con tenerezza coloro che incontra" e che ci induce a usare lo stesso atteggiamento, ad essere felici, e gioiosi, sentendoci scelti da Dio, perché ognuno di noi è chiamato dal Signore a compiere qui, sulla terra, un progetto di amore che fondamentalmente è un progetto di gioia da accogliere, da trasmettere e da vivere, un progetto di vera felicità.

Maria allora è colei che cammina con il popolo, che è vicina al popolo, - dice don Tonino Bello,- come quelle vicine di casa di un tempo, che sono attente e familiari tra loro e sarà proprio questa familiarità con Maria a preparci al Natale ormai alle porte.

don Alfonso GIORGIO



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