Maria di Nazareth esempio profondo di umiltà e servizio

Pubblicato: 07/12/2024
Maria di Nazareth esempio profondo di umiltà e servizio

Questa è una domenica particolare perché celebriamo la solennità dell'Immacolata Concezione in pieno avvento. Una pausa - potremmo dire - che ci permette di guardare a Maria, a colei che ha portato in grembo il Bambino atteso, quel Figlio che doveva venire: il Messia.

Sempre la Chiesa ci invita a fare questo tipo di sosta durante l'anno, particolarmente in avvento, perché, come spesso viene definita, è Lei la "porta dell'avvento", una Donna che viene posta dinanzi ai nostri occhi, in questo cammino di preparazione e di gioia per il Natale del Signore, una Donna scelta da un popolo sparuto, giudicato dalla stessa Scrittura come insignificante.

Eppure è proprio da li, da Nazareth che viene questo grande dono di Grazia dall'Alto, da quel popolo dei piccoli, il "popolo dei poveri", come lo chiamava don Tonino Bello, il popolo degli "Anawin Yahweh" , dei poveri di Yahweh, (di Dio), quelli abbandonati a se stessi, alla loro sorte.

Maria e' la donna prescelta da Dio, un'adolescente, un'umile ragazza di Nazareth che però è l'inviolata e l'inviolabile che ci aiuta a capire quanto è necessario essere buoni, essere veri, essere miti, essere umani.
Umili davanti a Dio.

E Lei, infatti, si distingue proprio per quella mitezza di cuore con cui vive e accoglie la Parola di Dio, per quella grande attenzione alla volontà di Dio e per quella fede profonda che l'avvolge, oltre che per l'umiltà con cui si pone e con cui accetta anche questa chiamata dall'Alto, pur considerando anche se stessa come indegna o inadeguata.

Si avverte dal Vangelo che quella preziosa "ragazza" era impreparata per questo tipo di progetto, perché non pensava proprio di essere Lei la prescelta da Dio. Però proprio Lei è l'Immacolata, colei che, non essendo stata mai toccata dal peccato, ci invita ad essere attenti nel nostro cammino, in modo da valorizzare, per esempio, il cammino dei giovani che si preparano al matrimonio, che si preparano alla vita e ci invita slla vigilanza affinché poniamo attenzione anche a noi stessi, alla nostra condotta di vita perché è nella castità, è nel dono di sé che troviamo poi la vera felicità e diventiamo anche gli uni dono per gli altri.

Maria di Nazareth è un grande esempio per noi, un modello di fede per cui possiamo dire con certezza, che è una "porta" giustamente, un passaggio necessario, Lei che ha amato e che ha portato in sé stessa il prezioso Figlio, per cui il Suo cuore conteneva il cuore del Figlio Gesù, cioè il cuore di Dio ora ci sprona ad essere altrettanti accoglienti affinché, anche attraverso il Suo cuore, possiamo accogliere il Cuore Sacro di Gesù.
Potremmo dire che il cuore di Dio ha amato prendere forma, incarnarsi nel cuore di Maria. Ecco perché guardando a Maria ci accorgiamo che Lei e' "donna accogliente", - giusto per usare il linguaggio di donTonino Bello - e sono le sue mani che ci vengono poste come modello di mani che accolgono, che donano, che servono, perché la Madre Immacolata si distinguerà proprio per il servizio, come sappiamo bene dai Vangeli.

Maria apparteneva ai piccoli, apparteneva a quel popolo di Dio dei poveri, "Maria donna di popolo", così come la definiva don Tonino ci fa comprendere come il Signore non faccia mai preferenze di persone, che può entrare nella nostra vita, nella vita di ciascuno, può sceglierci e fare di noi un capolavoro.
Viviamo dunque questo tempo di attesa contemplando questa fulgida Stella e lasciandoci illuninare dal Suo esempio, sarà questo il modo piu profondo per nutrire e costruire la Speranza. 

In questo tempo di attesa deve essere chiaro cosa e chi stiamo aspettando.."attesa, ma di che? Che cosa aspettiamo"? Chiedeva don Tonino.

"Aspettiamo prima di tutto un cambio per noi, per la nostra vita spirituale, interiore, e poi avvertiamo che stiamo camminando su speroni pericolosi, su rocce che possono farci ruzzolare da un momento all'altro. Forse abbiamo assunto un modo non proprio allineato alla logica delle beatitudini.
Attesa quindi di rinnovamento per noi, attesa di rinnovamento per la storia dell'umanità. Attesa di cambi interiori della nostra mentalità: non siamo ancora capaci di pronunciare una parola forte per dire che la guerra è iniqua, che ogni guerra è iniqua! Ancora ci stiamo trastullando con i concetti della guerra giusta o ingiusta, o della difesa.."

don Alfonso GIORGIO



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