Isernia non è una città qualunque. Si è aggiudicata il primato di uno fra gli insediamenti paleolitici più antichi d’Europa, motivo per cui tra i siti d’interesse più famosi c’è il suo museo preistorico. Il centro si sviluppa per il lungo, su una collina appenninica che sorge tra i fiumi Carpino e Sordo. È una tappa imperdibile in Molise, soprattutto per gli appassionati di cultura.
Dove si trova Isernia
Situata nel cuore del Molise, la Regione più giovane d’Italia, riconosciuta solo nel 1963, Isernia è adagiata sull’Appennino Meridionale. Numerose testimonianze archeologiche certificano che oltre 700.000 anni fa la zona era già popolata.
Nel tempo, Isernia è divenuta una celebre città sannita e ha goduto di una posizione strategica. Si trova sul corso di un tratturo, così come si solevano chiamare le vie della transumanza.
Il verde delle colline l’abbraccia a trecentosessanta gradi, donando pace e tranquillità ai suoi abitanti. Si trova a soli 50 km ad ovest dal capoluogo del Molise, Campobasso.
Cosa vedere a Isernia
Il centro storico di Isernia ha un trascorso difficile. Colpito ripetutamente da sismi di magnitudo non indifferente e vittima dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ha spesso dovuto cambiare veste. Ecco perché, nonostante sia ricco di fascino e di siti culturali meritevoli di visita, non ha preservato integralmente il suo aspetto originario.
Piazze
Seguendo Corso Marcelli, tra le vie principali del nucleo urbano, ci si imbatte in varie piazzette. Percorrendolo da nord a sud, la prima a far capolino è Piazza San Pietro Celestino, patrono di Isernia. Complice la presenza di bar e ristoranti, è uno degli spazi più vivaci del centro, perfetto per un dolce aperitivo dipinto dalle tinte calde del sole al tramonto.
Sia Piazza Celestino che Piazza X Settembre sono state “ricavate” a seguito delle distruzioni causate dalle incursioni aeree nel 1943. Gli attacchi demolirono gran parte degli edifici situati nelle aree abitative. Per non dimenticare la tragedia, in Piazza X Settembre è stato posto un monumento commemorativo.
In Piazza Andrea d’Isernia l’aria si fa più frizzante. A breve distanza dall’Arco di San Pietro, sormontato dalla torre campanaria e risalente al Trecento, la circondano la Cattedrale di San Pietro Apostolo e l’ex Seminario Vescovile, eretto nel Settecento.
Palazzi
Uno dopo l’altro, i palazzi che svettano per Isernia si susseguono in un connubio di stili diversi. C’è Palazzo de Lellis Petrecca, progettato dal Vanvitelli e di facciata neoclassica, costruito su un’antica domus romana.
Sempre in stile neoclassico è anche Palazzo D’Avalos-Laurelli, detto anche “il Palazzotto” e vecchia sede del Palazzo del Principe voluta dalla famiglia aristocratica dei d’Avalos, di origini spagnole.
Fortemente legati alle vicissitudini storiche e politiche locali sono Palazzo San Francesco, attualmente sede del Municipio e Palazzo Jadopi. Ancora oggetto di restauro, quest’ultimo venne incendiato a seguito di uno scontro tra garibaldini e borboni, dopo che il parlamentare isernino Stefano Jadopi si mostrò a favore del nuovo Re d’Italia, nel 1860.
Chiese
Cattedrale di San Pietro
Sebbene la Cattedrale di San Pietro risalga al 1837, l’area archeologica celata sotto la chiesa custodisce i resti di un tempio pagano del III secolo a.C. Gli scavi hanno inoltre portato alla luce il foro romano su cui si ergeva l’edificio e una chiesa aggiuntiva del I secolo a.C, di cui sono ancora visibili abside e podio.
Entrando nella cattedrale, l’atmosfera solenne è scandita da tre navate e arricchita da affreschi del Novecento. Fuori, a sinistra, si affianca una torre campanaria.
Chiesa di San Francesco d’Assisi
Incastonata lungo corso Marcelli spunta invece una facciata romanica con ampio rosone, appartenente alla Chiesa di San Francesco d’Assisi. Le pareti interne, di un bianco candido, illuminano l’ambiente e lasciano risaltare i preziosi dettagli architettonici, d’oro splendente. Datata 1262, venne innalzata poco prima della Chiesa dell’Immacolata Concezione.
Chiesa dell’Immacolata Concezione
Fondata nel 1275, è situata in Piazza San Pietro Celestino: secondo voci tramandate nei secoli, la posizione di quest’ultima non è casuale, anzi. Proprio lì si narrava fosse situata la dimora di Pietro Angelerio del Morrone, più tardi noto come Celestino V – il “Papa del Gran Rifiuto”, così battezzato da Dante Alighieri.
Santuario dei Santi Cosma e Damiano
Poco lontano dal centro storico, a 400 metri d’altitudine, svetta infine il Santuario dei Santi Cosma e Damiano. Un gioiello meritevole di visita specialmente per gli affreschi che ricoprono quasi per intero le pareti interne della chiesa. Dipinti da artisti di scuola napoletana, raccontano le vite dei due santi.
L’edificio è aperto al pubblico nelle ore diurne. Varcata la soglia ci si immerge in un silenzio spirituale. Il soffitto a cassettoni e l’abside regalano alla chiesa un’aura pacifica e suggestiva, da cui lasciarsi abbracciare senza remore.
Il Borgo del Merletto
Tutto inizia nel XVI secolo, quando un gruppo di monache spagnole si trasferisce nel convento di Santa Maria delle Monache e insegna l’arte del merletto a tombolo alle giovani d’Isernia.
Una lavorazione meticolosa, diventata ben presto un’arte, che dal 2023 è tutelata da un autentico e inedito marchio di fabbrica, certificante tutti i prodotti creati da operatori e operatrici locali.
Per questo è nato il Borgo del Merletto: un museo a cielo aperto che si dirama tra le vie di Vico Concezione e Vico Pentri. Lungo i vicoli si snodano sette botteghe artigiane dove s’incontrano dal vivo le merlettaie: sono loro che tramandano amabilmente la tradizione del tombolo alle generazioni future.
Musei a Isernia
Museo Nazionale del Paleolitico
Uscendo dal centro urbano s’incrocia il primo, suggestivo sito d’interesse storico culturale. È il Museo Nazionale del Paleolitico, che conserva i ritrovamenti scoperti nel giacimento “Isernia La Pineta” e che si estende per circa 4.000 mq, dividendosi in tre postazioni.
L’area preistorica originaria di 65 mq viene presentata ai visitatori così come appariva al momento in cui venne alla luce grazie agli scavi. L’itinerario ripercorre antiche tradizioni primitive, tecniche manifatturiere e di approvvigionamento. È qui che giace il reperto umano più antico d’Italia, un dente di bimbo Homo Heidelbergensis di 5 anni, vissuto oltre 600.000 anni fa.
Il museo è aperto dal martedì alla domenica e prevede un biglietto d’ingresso. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale.
Museo di Santa Maria delle Monache
Prima antiquarium, poi complesso museale archeologico: il Museo di Santa Maria delle Monache è stato allestito in un ex convento benedettino dell’Alto Medioevo.
Accoglie in prevalenza tesori e reperti romani, risalenti all’età repubblicana e imperiale. Non mancano le esposizioni temporanee, che si alternano periodicamente. Entrando nel museo si fa un tuffo nel lontano passato di Isernia e ci si lascia stupire da curiosità inedite sul territorio e sulla città.
L’ingresso è a pagamento: sul sito ufficiale sono consultabili orari e tariffe.
Museo della Storia e della Memoria
È il museo civico della città e, come tale, simbolo degli avvenimenti che più hanno tracciato le sorti della sua storia.
Ci sono tre sezioni: la prima è dedicata al bombardamento del 10 settembre 1943 ad opera delle truppe americane, necessario per impedire la fuga dei nemici tedeschi. Sono inoltre conservati armi, divise ed effetti personali dei soldati e, in un sacrario, ricordati i nomi di tutti coloro che persero la vita.
A Papa Celestino V è dedicata la seconda, mentre la terza sezione celebra l’arte del merletto a tombolo d’Isernia.
Accanto al museo, spunta la Fontana Fraterna, la cui struttura rimanda alle sembianze di un elegante loggiato. A sei getti d’acqua, è realizzata in pietra locale ed è annoverata fra le fontane pubbliche più belle d’Italia.
Cosa fare a Isernia e dintorni
Spettacolo all’Auditorium di Isernia
Godersi uno spettacolo sulle poltroncine rosse dell’Auditorium Unità d’Italia è tra le cose da fare a Isernia la sera. Situato all’interno di un edificio dalle linee essenziali ma moderne, l’auditorium è posizionato su Corso Risorgimento, dove si trova un parcheggio coperto a pochi passi. Conta circa 700 posti a sedere.
Visita al Santuario di Castelpetroso
È la “Piccola Lourdes Italiana”: così battezzata, la Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso attira pellegrini da tutta la penisola. E non solo. Ci è voluto quasi un secolo per erigere quello che oggi si presenta come un grandioso santuario, completamente circondato dalla natura e avvolto in una quiete spirituale.
A seguito di alcune apparizioni della Vergine Maria, nel 1890 venne avviata la sua costruzione, terminata solo nel 1975. Fa sempre un certo effetto giungere al cospetto della chiesa.
D’estate, i raggi del sole illuminano le torri e le guglie in stile neogotico. D’inverno, quando nevica, i riflessi del ghiaccio lo trasformano in un luogo di candore fiabesco, quasi incantato.
Per gli orari d’apertura si raccomanda di verificare gli aggiornamenti sul sito ufficiale.
Frosolone e il Colle dell’Orso
Tra i borghi più belli d’Italia, Frosolone non è solo una tappa obbligata per apprezzare la gastronomia locale a base di latte, formaggi e tartufi. Perdersi tra i caratteristici vicoli del villaggio è il preludio di una camminata più impegnativa, ma che ripagherà di ogni sforzo.
Seguendo le indicazioni per Sessano del Molise – a circa 3 chilometri dal centro storico – si raggiungerà Colle dell’Orso. Si tratta della falesia calcarea più importante della Regione.
Per i meno esperti si consiglia di arrivare in auto, parcheggiando sulla strada e proseguendo poi un quarto d’ora a piedi. Paradiso degli scalatori, offre centinaia di vie d’arrampicata sportiva. Da Isernia, Frosolone dista una trentina di chilometri.
Escursione nella Valle del Volturno
A Rocchetta a Volturno sgorga la sorgente del fiume più lungo del sud Italia. È il Volturno, appunto, che allontanandosi dalla provincia attraversa Caserta e Benevento, fino a gettarsi nel Mar Tirreno.
Seguendone il corso si dipinge spontaneamente un itinerario sorprendente a nord ovest d’Isernia, fatto di natura, borghi medievali e luoghi d’importanza storica e religiosa.
Vicino alla sorgente c’è il Museo Internazionale delle Guerre Mondiali, simbolicamente collocato nei pressi della linea Gustav. Nella Seconda Guerra Mondiale la fortificazione divise l’Italia in due, separando versante tirreno e versante adriatico.
Più a nord, invece, spunta l’Abbazia di San Vincenzo, circondata da distese bucoliche, in un paesaggio che regala scorci scenografici sulle cime Mainarde. Sono visitabili, oltre la chiesa, anche il sito archeologico in loco e, dall’esterno, il Palazzo Abbaziale ospitante una comunità benedettina.
E poi, i borghi, autentici gioielli della valle: da cartolina sono i centri storici di Castel San Vincenzo e di Cerro al Volturno, il cui castello si erige su un’imponente altura rocciosa.
Il villaggio di Pesche
File di edifici e case arroccate percorrono da sinistra a destra le pendici del Monte San Marco tracciando il cuore del villaggio di Pesche, a soli 10 minuti d’auto da Isernia.
Decine di scalinate attraversano il borgo longobardo, situato nelle vicinanze dell’omonima riserva naturale. Grazie alla conformazione territoriale, Pesche è divenuta nel tempo una meta imperdibile.
I resti del vecchio castello e della torre sono ancora visibili e contribuiscono a rendere magica l’atmosfera che aleggia per il villaggio, che non a caso viene spesso paragonato ad un presepe. Specialmente per come s’illumina di notte, una volta tramontato il sole.
Quando andare a Isernia
Il periodo migliore per visitare la città è tra maggio e settembre. In particolare, a primavera inoltrata il clima è piacevole e le piogge sono poco frequenti. Con l’arrivo dell’autunno, il meteo a Isernia diventa più imprevedibile e le temperature invernali – soprattutto tra dicembre e febbraio – scendono spesso intorno ai 5 °C.
Come arrivare a Isernia
Arrivando in auto, da nord, si percorre l’Autostrada Adriatica A14 e si prende l’uscita di Montenero di Bisaccia / Vasto Sud / San Salvo. Successivamente si seguono le indicazioni per Isernia.
Da sud, invece, si segue l’A14 fino a Pescara, per poi proseguire sull’A16 per Benevento, uscendo a Campobasso. Dal capoluogo a Isernia sono circa 50 minuti, prima sull’SS87 e infine sulla Strada Statale 17.
L’aeroporto più vicino è a Napoli Capodichino, distante circa 100 km.
Atterrando all’aeroporto di Roma Fiumicino si può raggiungere la Stazione Ferroviaria della capitale per prendere il treno per Campobasso, collegata a Isernia tramite linee bus gestite da Trenitalia.
Dove e cosa mangiare a Isernia
Si parte dai formaggi come il caciocavallo, il burrino e le scamorze e si arriva ai salumi, fra cui spiccano le soppressate. Tutti prodotti locali da gustare direttamente a Iallonardi Sapori Autentici: una macelleria e gastronomia dove accaparrarsi materie prime di alta qualità o dove sostare per un take-away, gustando panini preparati sul momento.
Di piatti tipici della regione se ne contano a non finire: ci sono i cavatelli, la pasta alla chitarra, i gnocchetti di patate e farina e i crjoli – pasta fresca all’uovo – tra i primi. A seguire i turcinelli arrostiti, un grande classico della regione a base di budella e animelle d’agnello.
A Isernia i ristoranti dove assaggiare queste prelibatezze non mancano.
Da Nonna sul Comò (in piazza Carducci) regna la tradizione, mentre al Distinto e all’Existo Osteria Molisana le risorse del territorio vengono valorizzate con abbinamenti audaci e un tocco innovativo.
Dove dormire a Isernia
Tra le strutture più esclusive della città c’è il Grand Hotel Europa, un 4 stelle ad un paio di chilometri dal centro, munito di piscina all’aperto. Elegante e dal fascino storico è l’Antica Dimora, aparthotel collocato nel cuore di Isernia e caratterizzato da camere arredate con mobili d’epoca.
Altre soluzioni comode, centrali e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo sono il Piccolo Principe e il Central Isernia. A sud della Cattedrale di San Pietro si nascondono anche dei deliziosi b&b.
Fonte: https://viaggi.corriere.it/europa/italia/isernia